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Smart working, un modello alternativo?

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Smart working: se lo conosci non lo eviti!

L’attualità ha puntato i fari su un concetto ben noto ai responsabili delle risorse umane (brutta espressione, lo sappiamo) e degli addetti di settore. Cosa intendiamo esattamente quando parliamo di smart working? Telelavoro? Anche. Organizzazione dislocata della compagine aziendale? Certo, ma non solo. Utilizzo dei mezzi e delle infrastrutture tecnologiche per svolgere il lavoro fuori sede aziendale, in mobilità? È un altro aspetto.

Un definizione di smart working

Senza avventurarci in definizioni che altri hanno già fissato meglio di noi, possiamo affidarci ad una citazione che inquadra benissimo il concetto:

“Lo smart working è un approccio all’organizzazione del lavoro finalizzato a guidare una migliore efficacia ed efficienza nel raggiungimento degli obiettivi attraverso la combinazione di flessibilità, autonomia e collaborazione, puntando sull’ottimizzazione degli strumenti e delle tecnologie e garantendo ambienti di lavoro funzionali ai lavoratori.” Chartered Institute of Personnel and Development

In altre parole, si tratta di lavoro agile, ovvero di un modello fuori da schemi consueti che:

  • tende ad un modello aziendale virtuoso (efficacia ed efficienza)
  • prevede un meccanismo che abbandona la rigida schematicità del flusso produttivo (flessibilità, autonomia)
  • condivide risorse, obiettivi e comportamenti (collaborazione)
  • abbassa i costi fissi gestionali (ottimizzazione degli strumenti)
  • utilizza mezzi produttivi inediti per l’azienda ma già disponibili sul mercato (ottimizzazione delle tecnologie)
  • crea un nuovo ecosistema per la componente umana (ambienti di lavoro funzionali)

Gli aspetti dello smart working che fanno bene al pianeta

Una delle componenti interessanti di questo modello è, dal punto di vista globale della salute del pianeta, quello del lavoro a distanza. Questi giorni di incertezza che ci hanno visti lontani dai luoghi di lavoro, hanno però evidenziato alcuni aspetti di cui, passata l’emergenza, non si potrà non tenere conto:

  • la produttività della maggior parte delle attività è rimasta invariata generandola a distanza
  • le emissioni inquinanti sono drasticamente calate
  • le persone hanno improvvisamente dovuto fare i conti con una ricchezza inaspettata, il tempo

Questo dimostra inequivocabilmente che il modello lavorativo fondato sull’ansia del controllo delle persone e degli orari, del tempo produttivo, è, in buona parte e per molti settori, superato (o superabile). E che possiamo fare affidamento su questo aspetto dello smart working per:

  • ridurre gli spostamenti
  • diminuire le emissioni nocive
  • avere più tempo per la famiglia, la formazione, la cultura, la cura di sè
  • avere una libertà organizzativa agile del nostro lavoro

Non è tutto oro ciò che luccica?

Ovviamente, non bisogna dimenticare alcune componenti fondamentali dell’organizzazione aziendale che vanno riviste nell’ottica del lavoro dislocato, a distanza, in mobilità. Ma sono aspetti che lasciamo ad esperti che sanno cosa significhi team building, socialità del lavoro, interazione umana e ogni altro aspetto delle relazioni umani in ambito lavorativo.

Per concludere, possiamo raccontarvi la nostra esperienza. La nostra piccola agenzia ha lavorato organizzata in uno studio per quasi 17 anni. Ora tutta la nostra attività si svolge attraverso un modello collaborativo: ogni componente lavora dove preferisci, per obiettivi e non seguendo orari imposti. Programma, fotografa, progetta secondo le richieste della clientela ma, perlopiù, è libero di scgliere se domani mattina si studia una strategia o si va scalare perché il tempo è magnifico. La strategia può metterla a punto anche di notte, purché sia consegnata alla scadenza! La nostra sede attuale serve esclusivamente per due ragioni:

  • rappresentanza, un luogo elegante e geograficamente comodo per incontrare clienti e collaboratori
  • networking, un posto in cui fare nuove conoscenze e relazionari con creativi, sviluppatori e altri professionisti del settore per essere aggiornati e agganciati all’attualità

Insomma, smart working, smart life!